Escort in circonvallazione

Tutte le citta’ italiane sono uguali, sui marciapiedi e lungo le strade troviamo prostitute straniere.

In qualsiasi citta’ ci sono i soliti marciapiedi ma in quelli fuori dal centro a determinati orari troviamo ragazze intente a prostituirsi.  L’idea era venuta alle forze dell’ordine del capoluogo emiliano, qualche anno fa’, quella di avviare un censimento per comprendere almeno alcune delle caratteristiche fondamentali sul lavoro che svolgono queste ragazze.

I sindacati interessati alla tutela dei diritti delle prostitute si sono però immediatamente dichiarati contrari, per il semplice motivo che tutto cio’ poteva sembrare una sorta di schedatura, cosa assolutamente non gradita e per altro non concessa dall’articolo 7 della legge Merlin, cosi come si legge da un quotidiano nazionale.

Le forze dell’ordine assieme all’ agenzia dell’ Entrate promisero ai tempi di poter risolvere questo problema se adeguatamente coadiuvati da tutte le parti in questione, ci saranno riusciti? Ma la domanda e’ : quante prostitute sarebbero state disponibili a compilare tale censimento? E quante lo avrebbero fatto nella maniera corretta?

Il tutto assume l’aria di un Isee per richiesta reddito di cittadinanza o per dichiarazione dei redditi. Il dilemma pero’ sembra essere sempre lo stesso, quello legato alla moralità di tale pratica, ma forse cosi facendo si recuperano capra e cavoli. E invece molto probabilmente no, con la crisi è aumentata la sete statale per la legge della moneta che risulta essere più importante della legge morale: noi paghiamo le tasse e allora pagale anche tu pur non essendo riconosciuta, poi magari penseremo a sistemare la tua posizione non legalizzata fiscalmente, ma intanto paga!!!… e poi chi se ne frega di te se stai sul marciapiede di una qualsiasi via di una qualsivoglia citta’ italiana.

L’azione potrebbe risultare pregevole sotto certi aspetti, perché se ci pensiamo bene, è anche un modo per garantire un taglio netto all’ evasione fiscale da parte di una categoria che altrimenti non riceverebbe controlli e ovviamente le prostitute non rilasciano fattura, quindi la brillante ideona passata per la testa di qualcuno, andava proprio in questa direzione.

Immaginiamo una citta’ come Milano, oppure prendiamo ad esempio la famosa via Salaria di Roma lunga chilometri con decine e decine di ragazze, moldave, rumene e comunque dell’est europa in mano a bande di sfruttatori. Pensate forse che queste sia disponibili a compilare un questionario del genere?

Passiamo oltre andando a censire le escort Roma presenti nella Capitale, anche qui decine di insospettabili ragazze e donne di altro livello sicuramente ed altrettanto diversificate negli approcci per poterle incontrare ma pur sempre con lo stesso comune denominatore, sarebbero disposte ad uscire allo scoperto, secondo voi, per farsi riconoscere? La risposta la trovata gia’ inclusa nella domanda.

Tante di loro svolgono anche altre attivita’ durante la giornata ed e’ inutile negarlo, per cui a nostro parere, censimenti di tali proporzioni sono solamente perdite di tempo, perfettamente inutili e dal punto di vista economico molto dispendiosi per arrivare a delle conclusioni definitive.