Escort frontaliere

Passando la frontiera non ci sono problemi

Le escort che abitano sul confine hanno molti vantaggi

Uno dei problemi cruciali che si affronta in questo periodo in Italia è quello dell’evasione fiscale. Quando parliamo di escort non ci troviamo proprio a centrare in pieno questo quesito, eppure si levano molte voci che vorrebbero vedere queste splendide ragazze contribuire ai bisogni del Paese. In Italia però questo tipo di mestiere, come sappiamo, è illegale. In Svizzera no. Non a caso leggiamo quest’oggi una notizia proveniente dal Canton Ticino, ripresa dal blog del sito e viene qui introdotto il termine “escort frontaliere” e ci è piaciuta tale dicitura.

Pare, da quanto possiamo leggere, che ragazze escort di Milano ma anche di Varese e Como, vadano in Svizzera a lavorare e poi tornino a casa alla sera, questo perché in Svizzera il lavoro in questione è permesso dalla legge. Qui c’è addirittura una certa ripartizione di territorio crediamo in modo casuale tra escort e accompagnatrici. Un giorno spiegheremo la differenza tra le une e le altre. In ogni caso, nel Cantone di Basilea si conta un maggior numero di escort, nel Ticino invece vanno di più le accompagnatrici. Resta il fatto che la civilissima Svizzera ha aperto le frontiere a questo “nuovo” lavoro, da sempre bistrattato dalla società. Parliamoci chiaramente. Come biasimarli.

E’ una realtà esistente, assodata, anziché far finta di niente come noi, gli svizzeri hanno ben pensato di guadagnarci su, hanno deciso di affrontare la questione di petto imponendo alle escort/accompagnatrici di pagare le tasse come tutti e a questo punto viene da domandarsi: è sempre per via di vincoli anticamente morali che siamo costretti a vivere nel paradosso? Noi italiani siamo posizionati al primo posto quando si tratta di turismo sessuale. Però ci piace dire che siamo bravi cristiani, quindi si fa’ tutto di nascosto e all’estero. E lo Stato ci rimette. E io pago, direbbe Totò.